
I Cimbri
I Cimbri (tzimber) erano popolazioni di origine germanica che, a partire dal XII secolo, si insediarono nelle aree prealpine del Nord Italia, mantenendo nei secoli una lingua e tradizioni proprie, ancora oggi riconoscibili in alcune comunità.
Il Cammino Cimbro di Santa Margherita rappresenta un itinerario di grande valore storico e culturale, poiché consente di leggere sul territorio le tracce di queste migrazioni medievali. Collegando Luserna e Giazza, ultime isole linguistiche cimbre, il percorso ricostruisce le direttrici di diffusione delle comunità tzimber. Attraversando l’Altopiano di Asiago e la Lessinia, il cammino evidenzia la continuità degli insediamenti medievali, ancora visibile nella toponomastica, nell’assetto delle contrade e nel paesaggio rurale, configurandosi come uno strumento di lettura storica a cielo aperto di un processo migratorio europeo di lunga durata.
Allo stesso tempo, il percorso valorizza la cultura cimbra, espressione identitaria unica: a Luserna la lingua è tuttora studiata e promossa, mentre a Giazza e Rotzo sopravvivono tradizioni, musei e iniziative culturali dedicate. Lungo il cammino, architettura rurale, feste popolari e memoria collettiva testimoniano una cultura ancora viva grazie all’impegno delle comunità locali, come a Recoaro Terme, dove operano associazioni impegnate nella conservazione di questo patrimonio.
Eventi e tradizioni
"cimbre"


Santa Margherita
La devozione a Santa Margherita di Antiochia, figura centrale nella spiritualità delle comunità cimbre cui sono dedicate numerose chiese, stele votive e statue lungo il tracciato costituisce il filo conduttore dell’intero percorso.
Più in generale, la presenza di oratori, capitelli, colonnine e affreschi murali collocate nelle contrade e in corrispondenza di aree silvo-pastorali, con valore apotropaico o di ex voto per una grazia ricevuta, testimonia la profonda devozione popolare presente in queste aree, dove il paesaggio e la vita quotidiana erano strettamente legati alla spiritualità e alla memoria collettiva.
Il cammino rende visibili questi elementi caratteristici e documenta l’esistenza di una rete di “chiese madri” che strutturava la vita religiosa e comunitaria. In questo senso, il percorso assume anche il valore di pellegrinaggio storico, capace di coniugare spiritualità, memoria e identità collettiva.
Storia e cultura
Patrimonio Archeologico
Contrade e arte popolare
Testimonianze
della Grande Guerra
Il bunker della resa tedesca




Il Bostel di Rotzo è uno dei siti archeologici più affascinanti del territorio, immerso in un contesto naturale di grande suggestione tra boschi, radure e ampi panorami sull’Altopiano. Qui si conservano le tracce di un antico villaggio dell’età del Ferro, che testimonia la presenza e l’ingegno delle prime comunità insediate in queste montagne. Il percorso di visita, arricchito da ricostruzioni, pannelli informativi e strumenti didattici, accompagna il visitatore in un vero e proprio viaggio nel tempo, permettendo di immaginare la vita quotidiana di queste antiche popolazioni. In questo luogo, natura e storia si intrecciano in modo armonioso, offrendo un’esperienza immersiva, autentica e di grande valore culturale. Per informazioni consultare il sito www.bosteldirotzo.it
Le contrade rappresentano una delle forme insediative più caratteristiche del paesaggio montano locale. Si tratta di piccoli nuclei rurali dove abitazioni, fienili, lavatoi, forni collettivi, corti e ghiacciaie convivono in un equilibrio funzionale e armonico con l’ambiente. Accanto alla vita quotidiana delle comunità, questi luoghi custodiscono anche una ricca espressione di arte popolare, visibile nei capitelli votivi e nelle stele disseminate lungo i percorsi e gli incroci. Questi segni, semplici ma dal significato profondo, raccontano la spiritualità e l’identità delle genti di montagna, intrecciando fede, tradizione e paesaggio in un patrimonio culturale diffuso e ancora vivo.
Il Cammino attraversa luoghi profondamente legati alla memoria della Grande Guerra, dove il paesaggio conserva ancora trincee, camminamenti e postazioni che raccontano il fronte combattuto in alta quota. Tra le testimonianze più significative si trovano il Museo della Vita del Soldato di Recoaro e l’Ossario del Pasubio con il vicino Museo della I Armata, che custodiscono la memoria dei combattimenti e dei caduti. Anche a Rotzo e Luserna emergono resti di fortificazioni e linee difensive del sistema degli Altipiani, che rendono il territorio un vero museo diffuso a cielo aperto. Un percorso che unisce natura e storia, invitando a una riflessione profonda sulla memoria dei luoghi. Per informazioni: www.visitrecoaroterme.it/it/musei-ed-esposizioni www.ossariodelpasubio.it
Il bunker di Kesselring a Recoaro Terme è un luogo di grande rilievo storico poiché qui, nell’aprile 1945, venne stabilita la resa delle forze tedesche in Italia, ratificata pochi giorni dopo a Caserta. La struttura, scavata nella roccia, fu utilizzata come postazione di comando dal feldmaresciallo Albert Kesselring durante le fasi finali della Seconda Guerra Mondiale sul fronte italiano. Oggi il sito, vistabile, conserva un grande valore, offrendo uno sguardo diretto sugli eventi che hanno segnato la conclusione del conflitto. Consultare il sito www.recoarobunker1945.it per conoscere giorni e gli orari di apertura)
Natura e Ambiente
Un paesaggio da vivere passo dopo passo.
Il Cammino si snoda attraverso un territorio di straordinaria bellezza, dove natura e storia si incontrano in perfetto equilibrio. Dalle montagne del Trentino alle vette dell’alto Vicentino, tra il Pasubio, le Piccole Dolomiti e la Lessinia, ogni tappa regala panorami ampi e suggestivi.
Boschi rigogliosi, pascoli d’alta quota e dorsali prealpine accompagnano il camminatore lungo un percorso che conserva un’autenticità rara. Qui, il paesaggio non è solo uno sfondo: è parte viva della cultura cimbra, modellato nei secoli dal rapporto tra uomo e natura.
Camminare significa immergersi in una storia fatta di contrade, allevamento e sapiente gestione delle risorse montane, scoprendo un territorio che ha saputo mantenere intatta la propria identità.
Il Cammino invita a una fruizione lenta e consapevole, ideale per chi cerca un turismo sostenibile e rispettoso dell’ambiente. Un’esperienza che valorizza un corridoio ecologico e culturale unico, contribuendo allo stesso tempo a distribuire i flussi escursionistici e a preservare l’equilibrio dei sentieri più frequentati.
Qui, ogni passo è un invito a rallentare, osservare e ritrovare un contatto autentico con la natura
Sapori autentici
Un viaggio attraverso le tradizioni culinarie delle terre dei Cimbri, dove ogni piatto racconta una storia.
Il Cammino è anche un viaggio nei sapori della montagna. Qui, l’enogastronomia racconta storie antiche, fatte di tradizioni tramandate, stagionalità e profondo legame con la cultura cimbra.
Lungo il percorso potrai scoprire prodotti caseari d’alpeggio, lavorazioni artigianali e piatti tipici nati da una cultura di autosufficienza e adattamento all’ambiente montano. Ogni tappa diventa un’occasione per assaporare specialità locali, molte delle quali riconosciute come De.Co., simbolo di autenticità e qualità territoriale.
Tra le eccellenze da non perdere:
* Marroni e Castagne della Lessinia
* “Corgnoi” e Castagne di Crespadoro
* Miele della Valchiampo
* Maresina e "Fritola con la Maresina" di Valdagno
* Patata Monte Faldo (Valdagno e Comuni limitrofi)
* Gnocchi con la Fioretta di Recoaro Terme
* Acque minerali di Recoaro e Valli del Pasubio
* Sopressa di Valli del Pasubio
* Fagioli e gnocchi di Posina
* Patate di Rotzo
* Polenta di patate (patatan pult) e dolce alpino Kaiserschmarren di Luserna
Più di una semplice esperienza gastronomica, il Cammino è un incontro con sapori autentici che contribuiscono a sostenere le comunità locali e a preservare un patrimonio culturale unico.
Scoprire questi territori significa anche vivere la loro ospitalità, dove tradizione e gusto si intrecciano in ogni piatto.





















